Storia


Da quattro generazioni le luci di casa Fumagalli, a Tregasio di Triuggio, nel cuore della Brianza, si accendono alle tre di mattina. Se ieri papà Mario partiva al buio sul proprio carro trainato da cavalli, oggi Danilo con camion veloci ed attrezzati percorre lo stesso itinerario che da Tregasio porta al Mercato Ortofrutticolo di Milano.

Quanta strada è passata sotto le ruote dei Fumagalli; come sono cambiati i tempi da quando Mario incrociava nella nebbia chi andava in bici da ogni angolo della Brianza a lavorare alla Falck o alla Breda. Dalla dieta povera tutta minestroni e patate all’incredibile varietà di prodotti e primizie atterrate sulla nostra tavola da ogni angolo del pianeta.

Il Fumagalli va avanti e indree da Milano, tre giorni la settimana; da buon brianzolo – i giapponesi d’Italia, ci definiva il compianto Brera – osserva, registra tutto quanto si sta muovendo nella metropoli. Capisce negli anni Sessanta che il mondo sta cambiando: si butta sulla vendita all’ingrosso. Vede ai mercati uno strano mezzo, un muletto. Come è fresco il ricordo delle centinaia di sacchi di patate (25 kg l’uno) scaricati alla stazione di Canonica dai treni che arrivano dall’Olanda! Scaricare e caricare. Caricare e scaricare. Si, il Sessantotto in casa Fumagalli e il muletto ancora attivo nel magazzino di Tregasio. E il primo passo è fatto.

Oggi il figli Danilo e la nuora Antonella, nei magazzini di Tregasio e Carate – dal 1980 urgevano nuovi spazi – dirigono una ventina di dipendenti, tra celle, camion e, soprattutto, cassette di frutta e verdura di ogni genere e specie. Dal banale sedano alla misteriosa nepetella, dalla zucca proletaria all’aristocratico tartufo. Non c’è più un solo muletto, eppure la sveglia per i Fumagalli suona sempre alle 3 di mattina.

È Danilo che alle 4.30 arriva coi camion al Mercato Ortofrutticolo di Milano (il più grande d’Europa). Qui inforca la bicicletta e comincia a girare per tastare il polso al mercato; per capire se oggi, ad esempio, le ciliege dovranno fare i conti con una gelata improvvisa – per questa Borsa il tempo, quello meteorologico, conta ancora – a fiutare il vento per capire cosa e a quanto comprare. Poi alle 8.30 il ritorno in Brianza, coi camion che fanno la spola tra Milano e Carate, e cosÏ via fino a quando scende la sera, e incomicia la breve notte dei Fumagalli.

Ed è forse solo in quei pochi brevi momenti che intercorrono tra la cena e le braccia di Morfeo, che si ha il tempo di riflettere e di ricordare. Di quando ad esempio, papà Mario – vent’anni fa – doveva andare in Svizzera e importare ananas di contrabbando, aiutato da amici fruttivendoli di oltre confine, per un’anziana signora malata di tumore allo stomaco, cui il medico aveva prescritto una dieta a base di succo d’ananas. Questo per tre, quattro estati di fila, perchè allora gli ananas non erano disponibili come oggi e le leggi ne vietavano l’importazione dalla Confederazione Elvetica. O di quando un importante paziente del “San Camillo” di Milano richiese un frutto tropicale sconosciuto e introvabile. O quando arrivavano i camion alla sera con le angurie da scaricare, e c’era chi – dopo aver lavorato alla Falck di Sesto ed essere tornato in bici – si presentava per raggranellare qualche soldo in più, perchè la famiglia era cresciuta e la nuova casa era da finire.

 

PRINCIPALI TAPPE

NONNO LUIGI
NONNO AMBROGIO
NONNO MARIO E NONNA CARMELA
DANILO E DORANNA
SVILUPPO LINEA CONFEZIONAMENTO
DANILO E ANTONELLA RITIRANO IL 100% DELLA PROPRIETÀ
INIZIO RINNOVO PIATTAFORMA TREGASIO